Celle a combustibile miniaturizzate anche per computer portatili
Pubblicato da Pamela lunedì, 18 ottobre 2010 | Rubriche: IN-ricerca, impresa e territorio, IN-ternazionalizzazione, L'Ateneo IN & OUT, Le altre notizie
Un approccio di tipo multidisciplinare rappresenta sempre più la giusta chiave per lo sviluppo di nuovi materiali. I ricercatori dell’Università di Tor Vergata lo hanno dimostrato: nel campo della produzione di energia a basso impatto i materiali ottenuti dalla sinergia di fisici della materia con chimici dei materiali hanno mostrato proprietà applicative migliori rispetto a quelle ottenibili nei materiali convenzionali - Leggi tutto
a cura della Redazione
La ricerca, pubblicata dalla prestigiosa rivista Nature Materials (settembre 2010) – con la collaborazione dei ricercatori del National Institute for Materials Science di Tsukuba in Giappone – ha consentito di sviluppare celle a combustibile miniaturizzate basate su ossidi protonici operanti a temperature più basse aprendo, così, nuove prospettive nel campo delle applicazioni di tali dispositivi (vedi, ad esempio, i pc portatili).
L’attività svolta dai ricercatori dell’Università di Roma “Tor Vergata” è stata indirizzata alla sintesi di materiali innovativi sotto forma di strati sottili per applicazioni nel campo della produzione di energia tramite dispositivi micrometrici (micro celle a combustibile). In particolare i ricercatori di “Tor Vergata” hanno focalizzato le loro ricerche sulla famiglia degli ossidi conduttori protonici. Tali materiali attirano attualmente un interesse crescente come materiali per applicazioni nel campo delle celle a combustibile per la produzione d’energia. D’altra parte, la riduzione della temperatura operativa delle celle a combustibile (attualmente attorno ai 1000°C) fino a valori compresi tra 500°C e 750°C è strettamente necessaria affinché esse possano trovare applicazione diffusa anche nel campo dei dispositivi portatili. I materiali ottenuti presso l’Università di Tor Vergata hanno mostrato proprietà applicative migliori, di circa due ordini di grandezza, rispetto a quelle ottenibili nei materiali convenzionali. Tale straordinario miglioramento potrà consentire di sviluppare celle a combustibile miniaturizzate basate su ossidi protonici operanti a temperature più basse aprendo, quindi, nuove prospettive nel campo delle applicazione di tali dispositivi come generatori portatili di energia.
“I risultati ottenuti”, dichiara Giuseppe Balestrino, professore di Struttura della materia,” sono il frutto della sinergia tra due approcci complementari: da una parte quello dei fisici della materia, dall’altro quello dei chimici dei materiali. Il primo approccio privilegia la comprensione profonda dei meccanismi fisici alla base del funzionamento del dispositivo, il secondo indirizza una attenzione particolare all’ottimizzazione degli aspetti funzionali del dispositivo stesso. Un approccio di tipo multidisciplinare ai sistemi complessi rappresenterà sempre di più la giusta chiave per lo sviluppo di nuovi materiali con funzionalià adatte ad applicazioni innovative nel campo della produzione di energia a basso impatto ambientale.”
“I risultati ottenuti”, sottolinea Silvia Licoccia, professoressa di Chimica, “vanno in larga misura ascritti a merito dei ricercatori di Tor Vergata che hanno partecipato alla ricerca, Alessandra D’Epifanio, Elisabetta Di Bartolomeo ed Antonello Tebano, i quali, pur in un quadro nazionale che, soprattutto per i più giovani, è oggettivamente molto difficile, hanno mostrato grande capacità e spirito di abnegazione. Sicuramente – continua la prof. ssa Licoccia -,”nel futuro prossimo sarà necessario che il sistema ricerca offra ai nostri giovani prospettive certe onde evitare che essi siano costretti a lasciare il paese per poter continuare la loro attività scientifica in modo competitivo”.

