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L’Europa progetta
il grande telescopio solare

Pubblicato da Pamela domenica, 20 giugno 2010 | Rubriche: Fiori di Campus, IN-ricerca, impresa e territorio, L'Ateneo IN & OUT, Le altre notizie, Primo piano

EST (European Solar Telescope), ovvero il più grande telescopio solare europeo. Sarà realizzato presso l’osservatorio delle Isole Canarie entro la fine di questo decennio. Il progetto vede coinvolti partner industriali e scientifici. Il gruppo di Fisica Solare del Dipartimento di Fisica di “Tor Vergata” si occuperà della progettazione e della realizzazione del cuore del telescopio: il sistema di blocco del calore. Ne parliamo con il prof. Francesco Berrilli, responsabile del progetto per l’Ateneo. Leggi tutto

di Pamela Pergolini

Sezione del Telescopio Solare Europeo EST

L’aumento di attività solare, che avrà un picco nel 2012, produrrà intensi brillamenti ed emissioni di massa coronale che attraverseranno ad altissima velocità l’intero sistema solare. Al fine di studiare le variazioni della nostra stella, il Sole, nel 2007 ha preso l’avvio il progetto European Solar Telescope (EST), con la costruzione del Telescopio Solare Europeo che, insieme  a quello americano in fase di realizzazione nelle Hawaii, sarà il più grande telescopio solare basato a terra. La fase di progettazione ha richiesto un finanziamento di 3,2 milioni di euro da parte dell’Unione Europea, per la realizzazione si prevedono 135 milioni di euro. Il telescopio EST sarà realizzato presso l’osservatorio delle Isole Canarie entro la fine di questo decennio.

L’idea è nata a seguito dell’ ESF Exploratory Workshop sui “Telescopi solari di grande apertura di futura generazione” tenuto nell’ aprile 2006 presso la sede di Villa Mondragone dell’Università di Roma “Tor Vergata”. Siamo ora nella fase finale di studio. Lo European Solar Telescope Design Study (EST/DS, lo studio di fattibilità di EST), è stato finanziato dall’Unione Europea nel 2008 e terminerà nel 2011.

Ma che cosa succede quando nuvole di particelle cariche prodotte dall’attività del sole colpiscono la Terra?  “Se questo si verifica, come qualche volta avviene, – afferma il prof. Francesco Berrilli, responsabile del progetto per  Tor Vergata – il campo magnetico terrestre può risultare danneggiato e portare alla formazione di intense tempeste geomagnetiche. Queste possono produrre interruzioni nella distribuzione di elettricità e la perdita di satelliti e telecomunicazioni. La NASA stima danni di diverse centinaia di miliardi di dollari in presenza di tempeste solari eccezionali”.

Il progetto coinvolge 29 partner: di questi 15 sono industrie ad elevata tecnologia con sede in Europa. Tra i partner scientifici ci sono cinque università europee: Università Roma “Tor Vergata”, Universiteit Utrecht, Université de Paul Sabatie (Toulouse III), Queens University Belfast, United Kingdom University College London.

In particolare il gruppo di Fisica Solare del Dipartimento di Fisica di “Tor Vergata”  ha la responsabilità per la progettazione e realizzazione del sistema di blocco del calore. “Questo sistema, – spiega il prof. Berrilli – è il cuore del telescopio solare e serve ad impedire che la radiazione solare (circa 13kW) proveniente dal grande specchio primario di 4 metri di diametro, e non utilizzata per l’analisi scientifica, entri nel percorso ottico del telescopio. Il progetto meccanico e i calcoli termici e di fluidodinamica sono realizzati in collaborazione con la SRS Engineering di Roma. Il gruppo si occupa anche dell’innovativo sistema di ottica adattiva necessario a correggere gli effetti introdotti dall’atmosfera terrestre sulle immagini solari e dei rivelatori di immagini da utilizzare negli strumenti di piano focale”.
Consulta il sito del Progetto EST

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