Età, dimostrare meno? Merito del Dna
Pubblicato da Pamela lunedì, 15 febbraio 2010 | Rubriche: Fiori di Campus, L'Ateneo IN & OUT
Ricercatori inglesi dell’Università di Leicester e del King’s College di Londra hanno scoperto che una mutazione in una porzione del Dna vicino al gene TERC, corrisponde a 3-4 anni in più sull’età biologica di un individuo, anni che vanno aggiunti all’età della carta d’identità. Ne parliamo con il prof. Giuseppe Novelli, genetista e preside della Facoltà di Medicina. Leggi tutto
di Pamela Pergolini
Avere un’età ma non dimostrarla e non grazie al bisturi o a creme miracolose ma per merito del Dna. A decidere l’invecchiamento sarebbe infatti un pezzo di Dna. La scoperta si deve a ricercatori dell’Università di Leicester e del King’s College di Londra ed è stata coordinata da Nilesh Samani. Secondo quanto riferito sulla rivista Nature Genetics si tratta di una mutazione riguardante un gene importante per la lunghezza dei “telomeri”, le estremità del Dna, divenuti la chiave per misurare l’età biologica di un individuo. Tecnicamente, quando si vuole misurare la vera età di una persona, si usa sperimentalmente la lunghezza dei telomeri delle cellule del sangue prese con un prelievo. I telomeri sono dei cappucci protettivi che si trovano alle due estremità dei cromosomi, cappucci che nel corso del tempo si logorano come un orlo che si sfrangia, lasciando priva di protezione il prezioso codice genetico.
Professore, la longevità è iscritta allora nei nostri geni. La lunghezza dei telomeri incide sull’aspettativa di vita?
“La longevità è scritta nei nostri geni come tutto del resto, ma non la lunghezza della vita media, che dipende anche da altri fattori. La lunghezza dei telomeri è certamente importante ma non è l’unico elemento. Vi sono almeno 300-400 geni coinvolti con i processi dell’invecchiamento”.
Stress, fumo, sedentarietà, alimentazione sbagliata possono influire sulla lunghezza dei telomeri?
“Un cattivo stile di vita può incidere ma non sui telomeri, bensì sull’azione degli altri geni che sono regolati da fattori ambientali. I più importanti sono i geni del metabolismo dell’insulina che rispondono agli stimoli alimentari. Meno si mangia meglio è!”
Ci sono persone che sembrano non invecchiare mai, il sospetto è che comunque una predisposizione genetica all’”eterna giovinezza” esista. E infatti i ricercatori inglesi hanno scoperto, osservando il Dna di un gruppo di soggetti, che una mutazione in una porzione del Dna vicino al gene TERC, già noto ai ricercatori per avere un ruolo proprio nel mantenere la lunghezza dei telomeri, corrisponde a 3-4 anni in più sull’età biologica di un individuo.
Sarebbe ipotizzabile, nel futuro, incidere sul gene TERC, responsabile del mantenimento della lunghezza del telomero anche in presenza di cattivi stili di vita?
“No! Bisogna agire necessariamente sugli stili di vita, è più semplice, meno costoso e produce effetti immediati”.


