Nanotubi in carbonio, la luce genera corrente
Pubblicato da Pamela lunedì, 14 dicembre 2009 | Rubriche: Senza categoria
Al professor Maurizio De Crescenzi il 26 novembre 2009 scorso è stato conferito il titolo di Dottore Honoris Causa in Scienze Fisiche dall’Université de la Méditerranée di Marsiglia (Francia). Questo importante riconoscimento internazionale corona una carriera scientifica e rappresenta sicuramente un punto di eccellenza della nostra Università. Leggi tutto
a cura della redazione
Il professor De Crescenzi, dal 2001 membro del Dipartimento di Fisica, è riconosciuto internazionalmente come un pioniere degli studi della struttura e delle proprietà elettroniche delle superfici e delle interfacce solido-semiconduttore. Si deve a lui e ai suoi collaboratori lo sviluppo, agli inizi degli anni ’80, della tecnica EELFS (acronimo inglese di Extended Energy Loss Fine Structure) che ha permesso di determinare le distanze interatomiche e l’ordine locale degli atomi posti su di una superficie. Questa tecnica di spettroscopia elettronica si è rivelata molto utile per scoprire e mettere in evidenza la struttura ed il tipo di legame atomico che sono alla base di molti processi chimico-fisici quali l’ossidazione e la catalisi.
Autore e coautore di circa 250 pubblicazioni su riviste internazionali e di un importante testo “Electron scattering and related spectroscopies” (World Scientific 1996) che offre una panoramica di tutte le tecniche spettroscopiche e dei fenomeni connessi con la diffusione inelastica degli elettroni da parte dei solidi, il professore De Crescenzi collabora da molti anni attivamente con gruppi di ricerca stranieri (Francia, Canada, Svizzera, Australia) ed è impegnato in progetti internazionali legati allo sviluppo di nano-materiali e dispositivi fotovoltaici per trovare nuove fonti di energia pulita e rinnovabile.
Il suo gruppo di ricerca nell’Università “Tor Veragata” si occupa di nanotecnologie focalizzate alla sintesi e alla caratterizzazione di nuovi materiali ed in particolare dei nanotubi di carbonio. L’interesse scientifico e tecnologico per questi nano materiali è esploso in questi ultimi anni perché possono essere utilizzati per diverse applicazioni che vanno dall’immagazzinamento di vari gas (idrogeno, ossigeno, ecc.), ai nano sensori, ai circuiti nano elettronici formando transistors e diodi con densità molto più elevate di quelle che si ottengono attualmente nei dispositivi in commercio ed anche come generatori di corrente elettrica. Come tali possono avere sviluppi applicativi nel campo dell’energia solare e delle fonti di energia rinnovabili. Come infatti annunciato su diverse pubblicazioni scientifiche recentemente il prof. De Crescenzi e il suo gruppo sono riusciti a dimostrare che i nanotubi di carbonio posseggono una buona capacità di convertire la luce visibile in corrente elettrica e dunque possono essere utilizzati come generatori [1,2]. La scoperta è definita dall’autore “sorprendente” perché, ha spiegato, “fino a oggi i nanotubi di carbonio venivano usati essenzialmente nei circuiti micro-elettronici”. I nanotubi di carbonio sono formati da una polvere nera che si forma dalla decomposizione dell’acetilene (o da altri gas quali il metano), e che viene depositata su un qualsiasi materiale. “Illuminando con luce visibile le estremità del dispositivo coperto di nanotubi di carbonio – ha detto De Crescenzi - si può misurare una corrente elettrica proprio come succede con una cella solare al silicio”. L’equivalente oggi in commercio, “é la ben nota cella solare – continua il prof. -ma il meccanismo fisico che sta alla base del loro funzionamento è leggermente diverso e, soprattutto, il costo del nostro materiale è di gran lunga molto più basso”. Caratteristica che, ha concluso l’autore, “può aprire interessanti sviluppi applicativi nel campo dell’energia solare e delle fonti di energia rinnovabili”.
[1] P.Castrucci, M.Scarselli, M.De Crescenzi et al. Appl.Phys.Lett. 89, 253107 (2006).
[2] M.A.El Khakani, V.Le Borgne, P.Castrucci, M.De Crescenzi et al., Appl.Phys.Lett. 95, 083114 (2009).

