PTV e staminali amniotiche: è primato in Italia
Pubblicato da Pamela lunedì, 30 novembre 2009 | Rubriche: L'Ateneo IN & OUT, Le altre notizie, Ricerca scientifica
L’accordo siglato il 29 ottobre tra la Fondazione Policlinico “Tor Vergata” e l’Istituto Biocell Center di Busto Arsizio in materia di cellule staminali prelevate da liquido amniotico e crioconservazione delle stesse, fa del Policlinico Tor Vergata un centro di riferimento nell’ambito della diagnosi prenatale - Leggi tutto
di Federica Lorini
Dopo aver inaugurato a Boston, cuore della tecnologia e dell’innovazione made in Usa, il primo centro in America in cui raccogliere e crioconservare le staminali prelevate da liquido amniotico, la Biocell Center ha stipulato una convenzione con la Fondazione Policlinico Tor Vergata riguardante la conservazione, caratterizzazione, manipolazione e coltura delle cellule staminali estratte dal liquido amniotico umano, per la cura di patologie del neonato e dell’adulto. A partire da questo mese le pazienti del Policlinico Tor Vergata che intendono, per motivi personali, effettuare l’esame amniocentico, avranno la possibilità di crioconservare il campione residuo di liquido amniotico per preservare le cellule staminali ivi contenute e contribuire così anche ai progetti di ricerca. Rispetto alle cellule staminali provenienti dal sangue del cordone ombelicale, programmate per dare origine a elementi ematici come globuli rossi, bianchi e piastrine, quelle presenti nel liquido amniotico sono di tipo mesenchimale, capaci, cioè, di differenziarsi in un più ampio ventaglio di tessuti corporei: osseo, nervoso, adiposo, cartilagineo e così via.
Inoltre questo tipo di cellule non costringono a una scelta tra donazione solidale e conservazione autologa: attraverso apposito trattamento di coltura e sviluppo possono, infatti, essere utilizzate per entrambe le funzioni.
Le pazienti del Policlinico Tor Vergata, se interessate, verranno messe direttamente in contatto con Biocell Center che proporrà loro un trattamento e criocongelamento di un campione residuo di liquido amniotico ad un costo di 980 euro, comprensivo della conservazione per 19 anni. Il contributo, tra l’altro, servirà a coprire i costi base e, al contempo, a finanziare parte dei progetti di ricerca. Compito del Policlinico sarà quello di utilizzare le cellule ai fini della ricerca, indagando il loro potenziale utilizzo in sede clinica ad uso autologo, stabilendo attraverso apposita regolamentazione e/o protocollo, le procedure da seguire, le modalità e le caratteristiche dell’attività di coltura e della tipizzazione delle cellule. Ogni dato e informazione sul campione destinato alla donazione entrerà a far parte del patrimonio informativo della U.O.C, Laboratorio di Genetica Medica. Le future mamme verranno informate sia sui vantaggi della crioconservazione, ossia la possibilità di garantire al nascituro un campione di cellule staminali assolutamente compatibili, sia del fatto che queste cellule, in un caso su quattro, potranno essere compatibili con quelle di un fratello o di un genitore.
Questa collaborazione scientifica, come sottolineato sia dal Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia, prof. Giuseppe Novelli che dal dottor Renato Colognato, responsabile Ricerca e Sviluppo di Biocell Center, unisce per la prima volta in Italia competenze pubbliche e private, facendo dialogare l’università con l’impresa e ponendo il Policlinico Tor Vergata quale centro di riferimento e di eccellenza nell’ambito della diagnosi prenatale della genetica medica.


