Materia oscura senza più misteri con “Pamela”
Pubblicato da luigi mercoledì, 9 settembre 2009 | Rubriche: Home, L'Ateneo IN & OUT, Le altre notizie
Sono passati tre anni dalla messa in orbita di PAMELA, Pamela-Payload for Antimatter Matter Exploration and Light – nuclei Astrophysics, il satellite lanciato da Baikonur (Kazakistan) il 15 giugno 2006: 16 miliardi di bytes di dati inviati a terra da Pamela; oltre 200 i lavori di interpretazione dei dati pubblicati su Nature e su PRL , Physical Review Letters, fino ad ora, da parte di fisici teorici; 318 le citazioni dell’articolo sui positroni pubblicato su Nature e 165 dell’articolo sugli antiprotoni pubblicato su Physical Review Letters. Leggi tutto
Il satellite PAMELA potrebbe aver raccolto la prima evidenza concreta della “materia oscura”, la materia invisibile quasi cinque volte più abbondante di quella visibile (stelle, pianeti, animali e uomini) di cui è composto il 96% dell’universo. Il progetto di ricerca, guidato dall’Italia, ha consentito di inviare in orbita lo speciale osservatorio in grado di misurare la quantità e la tipologia di particelle e antiparticelle e di rinvenire un importante filone di materia oscura ai limiti della nostra galassia. “Riconosco che potrebbe essere la firma della materia oscura” – afferma Piergiorgio Picozza fisico dell’Infn, docente ordinario di Istituzioni di Fisica Nucleare e Subnucleare presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e coordinatore della missione – anche se altre ipotesi vanno prese seriamente in considerazione”. Il lavoro di analisi dei dati raccolti è svolto da un team internazionale, a cui partecipano scienziati italiani, russi, tedeschi e svedesi. I ricercatori italiani, provenienti dalle Sezioni dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) e dall” università di Roma “Tor Vergata”, Trieste, Firenze, Napoli e Bari, dai Laboratori Nazionali di Frascati dell’Infn e dall’Ifac del Cnr di Firenze, costituiscono il nucleo centrale e più numeroso della collaborazione. E l’analsi dei dati prosegue in modo continuativo. PAMELA sta producendo molti dati anche in altri campi della fisica dei raggi cosmici e segue giornalmente l’attività del sole. “Nei prossimi mesi – afferma il prof. Picozza – ci attendiamo un aumento dell’attività del sole con emissione improvvisa di getti di particelle di alta energia (Solar Flares), che PAMELA potrà rivelare e analizzare nelle sue diverse componenti (protoni, elii, elettroni, positroni), misurandone anche l’energia. Una flare avvenuta nel dicembre 2006 e’ stata gia’ rivelata ed analizzata”.
La collaborazione PAMELA sta anche cercando nei dati già trasmessi a terra possibili nuclei di antimateria e nuovi tipi di materia, diversa da quella che conosciamo (Strangelets).
Nature, April 2009, An anomalous positron abundance in cosmic rays


