Gli studenti del DAMS al Festival di Cannes
Pubblicato da Antonio Valerio mercoledì, 27 maggio 2009 | Rubriche: Home, L'Ateneo IN & OUT
Tre studenti del Dams di Tor Vergata hanno partecipato alla rassegna cinematografica più importante del mondo. Grazie all’accredito ottenuto tramite la loro Facoltà, hanno potuto vivere di persona le grandi emozioni della Croisette. Tra tappeto rosso, file interminabili e grandi registi, ci raccontano la loro esperienza. Leggi tutto
La manifestazione cinematografica più importante del mondo, fulcro del glamour, centro della moda, punto d’incontro di star e produttori, evento mediatico internazionale: quando parliamo del Festival di Cannes, giunto quest’anno alla sua 62° edizione, ci riferiamo ovviamente anche a tutto questo. Il Festival di Cannes è infatti quello della Croisette, della Montèes des Marches, del mercato cinematografico, delle grandi feste sfarzose, delle anteprime più attese e soprattutto della Palma d’Oro. Visto dalla televisione, sembra qualcosa di grandioso, un luogo fuori dal mondo, un paese delle meraviglie. Solo vivendolo di persona, però, ci si rende conto della sua straordinarietà.
Tre studenti di Tor Vergata, grazie alla concessione dell’accredito da parte dell’Univesità, hanno potuto partecipare agli undici giorni della rassegna cinematografica della Costa Azzurra e possono testimoniare la loro esperienza. Chiara, Giuseppe e Cristina, iscritti al corso di laurea magistrale in DAMS, per il secondo anno consecutivo sono stati sulla Croisette. Tra file interminabili sotto il sole e continue battaglie per ottenere i biglietti per le Première serali, i tre studenti si sono divertiti ed hanno faticato per soddisfare la loro passione smisurata per il cinema.
“Non è semplice – dice Chiara – partecipare al Festival di Cannes in qualità di studenti e quindi come semplici cinefili. In realtà è una manifestazione organizzata prevalentemente per la stampa e per i produttori e i distributori internazionali. Per cui, noi che abbiamo il badge Cannes Cinephiles (così viene denominato l’accredito per gli appassionati di cinema che non appartengono a nessuna rivista o casa di produzione) non abbiamo a disposizione tante proiezioni e non abbiamo la priorità nell’ingresso alla maggior parte delle sale”. “Ciò ci costringe – aggiunge Cristina – a dover fare ore ed ore di fila per riuscire a vedere i film. Soprattutto per quelli in concorso la missione è veramente ardua ed alcune volte siamo dovuti arrivare davanti alle sale anche 2 ore prima”.
Ma il Festival di Cannes non è solo grandi star e film di registi affermati. Fortunatamente è anche la vetrina di lancio per giovani autori e per opere di piccola produzione, solitamente presentate nelle sezioni collaterali come la Semaine de la Critique e la Quinzaine des Realisateurs. Come sottolinea Giuseppe “alla fine è proprio in queste sezioni che si riescono a vedere i film più interessanti, che spesso si scovano le sorprese, i nuovi talenti della Settima Arte”.
Una delle cose più belle ed appassionanti del festival francese è comunque il tappeto rosso della scalinata che porta al Grand Theatre Lumière. Chi pensa che solo i grandi divi possono calpestarlo, sbaglia di grosso. Per quanto non sia semplice trovare gli inviti per le proiezioni con gli artisti presenti in sala, tutti possono salire quei gradini, passare sotto gli occhi dei fotografi e dei cameraman e vedere da vicino i protagonisti del cinema. I tre studenti raccontano così le loro serate alle première dei film: “Siamo venuti a Cannes per vedere film e non per fare necessariamente le Montes de Marches con attori e registi, però è senza dubbio emozionante camminare sul tappeto rosso insieme a tanti divi e vedere i film con loro in sala”, commenta Cristina. Giuseppe aggiunge: “La cosa più esagerata è l’obbligo di smoking per gli uomini e di abito da sera per le donne. Alla fine è solo una stupida regola del festival per dare un’apparente cornice di eleganza alle serate, però per noi giovani diventa anche un modo per divertirci”.
Per quanto riguarda la qualità dei film in concorso, i tre ragazzi sono d’accordo nell’affermare che il livello è stato inferiore alle aspettative e che era lecito chiedere di più a registi del calibro di Quentin Tarantino, Jane Campion, Pedro Almodòvar e Lars Von Trier. Ciò però non smorza il loro entusiasmo e quando gli chiediamo se il prossimo anno torneranno sulla Croisette, Chiara risponde per tutti e dice: “Purtroppo per noi è l’ultimo anno di Università e l’anno prossimo non saremo più studenti. Quindi sarà più difficile riuscire ad avere l’accredito per il festival, dato che in questi anni l’abbiamo ottenuto grazie alla Facoltà. Ci saranno altri studenti che andranno a Cannes, ma noi in un modo o in un altro cercheremo di ottenere un accredito, perché si tratta di un evento imperdibile per chi ama il cinema”.
Antonio Valerio Spera

