Radio Tor Vergata intervista Umberto Guidoni: ascolti alle “stelle”
Pubblicato da federica giovedì, 7 maggio 2009 | Rubriche: Ricerca scientifica
Dopo La Notte della Ricerca di Frascati (settembre 2008) Radio Tor Vergata ha avuto lì’occasione di intervistare in diretta Umberto Guidoni, fisico, astronauta e radioamatore. Considerazioni, battute, curiosità e aneddoti spaziali….. Leggi tutto

Radio Tor Vergata ha già avuto modo di intervistarla in occasione della Notte della Ricerca di Frascati dello scorso anno, ci sarà anche quest’anno?
Si ci sarò sicuramente, come negli anni precedenti d’altronde!. Credo che manifestazioni come la Notte della Ricerca siano molto importanti per avvicinare la gente a quello che avviene e si fa nel mondo della Ricerca che poi riguarda noi tutti e in particolare riguarda i giovani.
Che cosa si aspetta dall’universo e che cosa si aspetta dal nostro pianeta dal punto di vista fisico e biologico?
Ma io direi che per quel che riguarda l’universo quello che ci aspettiamo da anni è di capirne in modo chiaro e completo l’origine e le forze che lo governano. Ormai la teoria che ci permette di avere una descrizione dell’universo dall’origine ai nostri giorni è abbastanza sviluppata e io ritengo che sia una delle cose più formidabili che l’intelletto umano abbia mai prodotto. Per quanto riguarda il nostro pianeta le cose sono un po’ diverse. Le molte informazioni che giungono grazie alle missioni spaziali e alla ricerca hanno diffuso un certo senso di pericolo, la consapevolezza che il nostro pianeta sia malato. Effettivamente siamo stati proprio noi a provocare questa sofferenza ambientale, mettendo in pericolo tutti gli equilibri preesistenti. E’ per questo motivo che si fa sempre più urgente la necessità di prendere importanti decisioni che non siano solo di ordine tecnico ma anche di ordine politico. Decisioni che devono essere prese in modo unitario e collettivo, una sfida che veda la collaborazione stretta tra gli scienziati, preposti a fornire risposte tecniche e società cui spetta la decisione di cambiare il modello di sviluppo.
In Italia si spende per la ricerca la metà di quanto si spende nel resto dell’Europa. Ne avevamo già parlato a settembre dello scorso anno, ad oggi è cambiato qualcosa?
Purtroppo rispetto a settembre passato non sono cambiate molte cose e i pochi cambiamenti sono stati addirittura peggiorativi. Il divario fra l’Italia e l’Europa si è allargato ulteriormente e i finanziamenti pubblici all’Università e alla Ricerca sono ancor più scarsi e sempre più spesso giungono in ritardo rispetto alle scadenze necessarie. La situazione, a mio avviso, si fa ancora più grave se pensiamo alla realtà dei giovani ricercatori, dei precari che non trovano una sistemazione, non trovano una prospettiva di ricerca e lavoro che sia all’altezza delle competenze che hanno e che sempre più dimostrano di avere. Io credo che questo sia un problema che può porci come fanalino di coda dell’Europa e che dovrebbe essere una delle priorità dell’agenda politica in questo momento.
Altro argomento di cocente attualità è quello relativo alle alternative energetiche e a tal proposito lei è proprio uno dei promotori dell’appello “alternativa energetica al nucleare”. Esiste, secondo lei, un sistema sicuro per rendere innocui plutonio e prodotti di fissione e quali sono le alternative energetiche al nucleare applicabili al nostro Paese?
Come dimostrato dall’ampia letteratura ufficiale non ci sono, oggi, soluzioni completamente sviluppate per trattare le scorie nucleari e le scorie dei prodotti di fissione in un reattore nucleare. Le soluzioni che si stanno studiando sono tutte costose e prevedono un impatto ambientale che dura migliaia di anni. Al tempo stesso il nucleare è una soluzione che usa una tecnologia del passato, una tecnologia sviluppata negli anni Cinquanta, frutto della guerra fredda e dunque mi sembra poco realistico riproporre questa tecnologia oggi agli inizi del XXI secolo.
Per altro, come astronauta, io ho toccato con mano le tecnologie che si usano nello spazio e posso assicurarvi che non si va nello spazio con il combustibile fossile ne tanto meno con l’uranio bensì con le energie alternative, con il solare e con le celle a combustibile. Queste ultime alimentano lo shuttle mentre i pannelli solari alimentano la stazione spaziale internazionale. Dunque se vogliamo guardare al futuro dobbiamo prendere in considerazione proprio queste alternative, soprattutto in Italia dove la decisione di uscire dal nucleare ha determinato uno sviluppo che purtroppo non ha coinciso con uno sviluppo di fonti alternative. Ci siamo limitati all’utilizzo soprattutto dei combustibili fossili, magari sostituendo il petrolio con il gas, ma non abbiamo fatto quegli investimenti necessari per rendere oggi competitivo il solare, l’eolico, le piovasche e così via. L’Europa non a caso consiglia di intraprendere la strada delle energie rinnovabili e del risparmio energetico che sono tecnologie che danno una risposta immediata nel senso che è tecnologia disponibile, si può impiantare e i benefici si vedono in un lasso di tempo sufficientemente ridotto.
A proposito del suo passato da astronauta può raccontarci qualche aneddoto spaziale?
Volentieri! Quello che notavo è che non si parla mai dei piccoli problemi che ci causa l’assenza di gravità nello spazio. Per esempio una delle cose più difficili è mantenere un po’ di ordine. Questo porta a perdere molti oggetti, soprattutto se piccoli. La cosa curiosa è che quando nello spazio perdi qualcosa istintivamente tendi a cercarla sul pavimento della navicella, quando in realtà potrebbe essere sopra di te o dietro di te. Questa è una splendida dimostrazione di come l’abitudine sia molto più forte di ogni preparazione fisica e mentale.
Il suo sogno?
Il mio sogno è quello di un mondo lavorativo, ambientale ed umano in cui ci sia una possibilità per tutti, dove non ci siano discriminazioni ma dove ognuno abbia le stesse opportunità, le medesime possibilità, una società in cui l’accesso alla conoscenza sia veramente un bene per tutti.
Un ultima domanda, un po’ frivola: ci conferma che lei ha partecipato alla Sticcon, la convention di fan di Star Trek nel 2005? Parteciperà anche a quello di quest’anno?
Si! Ho partecipato volentieri perché sono stato e sono tuttora una fan della fantascienza in generale e di Star Trek in particolare, quindi è un modo per continuare a coltivare i sogni di quando ero adolescente e a migliorarmi. Fin da giovanissimo ho sempre creduto che la fantascienza abbia un valore evocativo molto importante e cioè quello di fornirci la possibilità di pensare al nostro futuro a volte prospettandoci panorami idilliaci e altre volte catastrofici…Crescendo, naturalmente, ho capito che il futuro lo dobbiamo disegnare e creare noi!
Qualche curiosità:
- Gli è stato dedicato un asteroide: il 10605 Guidoni.
- Al termine della missione del 2001 l’allora Presidente della Repubblica Carlo Azelio Ciampi gli ha conferito il titolo di Grand Ufficiale;
- Ha condotto, a partire dal 10 settembre 2007, per quattro settimane la trasmissione radiofonica “Alle 8 della sera” di rai radio Due intitolata Dallo Sputnik allo Shuttle in cui ha ripercorso le tappe della conquista dello Spazio.


